domenica 28 novembre 2010

Emancipazione della donna nel diritto


"Certe specie di lavoro non si addicono alle donne, fatte da natura per i lavori domestici, i quali grandemente proteggono l'onestà del sesso debole, e hanno naturale corrispondenza con l'educazione dei figli e il benessere della casa" - Papa Leone XIII
Nella puntata di lunedi 22 novembre di "Vieni via con me", il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano -che per i temi affrontati, ma soprattutto per il modo di esporli, spiegarli e farli vivere al pubblico sta facendo molto discutere- si è parlato anche di donne, di femminilità e di diritti.
La donna è da sempre in questa società un soggetto "debole", un aggettivo che sottolinea la sua posizione culturale e giuridica, proprio per la presenza di norme di costume di scarsa emancipazione e ben poche norme giuridiche che la tutelino in ogni ambito della vita lavorativa, matrimoniale e personale.
Tuttavia dei risultati si sono raggiunti e procedo qui di seguito ad una "lista" di alcuni dei significativi passi e delle conquiste in diritto che man mano ci sono state:

- durante la prima industrializzazione una vera piaga sociale era l'indicibile sfruttamento delle "mezze forze lavoro" (fanciulli e donne) e quindi a fine 1800 nacquero le prime legislazioni sociali, in Italia la prima legge adottata per la tutela sul lavoro delle donne e dei minori è del 1902;
- nel 1919 si ottenne una parziale emancipazione giuridica, con l'ampliamento delle tutele, il riconoscimento della facoltà commerciale (di concludere contratti) e l'abolizione dell'obbligo dell'autorizzazione maritale, sia sulla gestione dei propri beni sia per rendere testimonianza in giudizio;
- solo nel 1945 si ottenne il suffragio universale attivo (diritto di esprimere un voto) maschile e femminile e nel 1946 anche quello passivo (diritto di candidarsi per essere eletti);
- il 1° gennaio 1948 entra in vigore la Costituzione della Repubblicana italiana, che sancisce l’uguaglianza dei diritti anche fra i sessi con l'art.3;
- nel 1970 è approvata la legge sul divorzio (apportatrice di una visione paritaria dei coniugi: soggetti con uguali diritti e doveri tra loro, anche per la scelta dell'annullamento del matrimonio);
- nel 1975 è stata approvata la legge n.151 di riforma del diritto di famiglia, che sancisce la parità dei coniugi, sia in ambito patrimoniale sia, ad esempio, nel rapporto genitori-figli (patria potestà);
- nel 1977 la legge n. 903 sulla parità di trattamento e parità retributiva fra uomini e donne in materia di lavoro;
- la legge sull'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) n.194 del 1978 (o anche legge 194 sull'aborto), che ha fatto venir meno le fattispecie di reato previste in precedenza;
- nel 1991 è approvata la legge n. 125 sulle azioni positive per la realizzazione delle pari opportunità nel campo del lavoro, ossia per la eliminazione delle disparità di fatto di cui le donne sono oggetto nella vita lavorativa a favorire il loro inserimento nel mercato del lavoro. Le azioni positive sono strumenti di diritto diseguale atti a realizzare l'uguaglianza sostanziale richiesta dall'art.3 Cost., servono per riequilibrare le situazioni di svantaggio e garantire alle donne parità di chances;
- la legge 15 febbraio 1996 n. 66 contro la violenza sessuale che punisce lo stupro come delitto contro la persona piuttosto che contro la morale, come in precedenza;

- con la legge costituzionale n.1 del 2003 si modifica l'art 51 Cost. aggiungendo "la Repubblica promuove le pari opportunità tra donne e uomini", ricevendo cosi il principio rilevanza costituzionale, specificando nel rapporto tra uomo e donna quello che già è affermato in via generale dall'articolo 3 della Costituzione;
la legge n. 38/2009  in materia di atti persecutori, nel linguaggio corrente stalking, che ha portato all’inserimento della fattispecie nel codice penale all’art. 612-bis (che segue il 612 che definisce la minaccia) tra i delitti contro la libertà morale.

Questi indicati sono solo alcuni dei provvedimenti normativi che sono stati adottati, troppo pochi e insufficienti per riuscire a cambiare la posizione della donna, per scardinare una mentalità "preistorica" troppo radicata nelle relazioni interpersonali.
Quando una società non cambia, o per inerzia o per incapacità, dovrebbe subentrare il diritto che, imponendo il suo carattere coercitivo (vietare determinati atti) e allo stesso tempo propulsivo e incentivante (stimolare il compimento di atti, tutelare e assistere i soggetti deboli), può farla evolvere.
Il diritto per sua natura dirige e influenza l'agire umano ossia le azioni dei consociati cui si rivolge. E proprio per questo serve come input di crescita e sviluppo. Ma un conto è condizionare gli atti, tramite nuove norme giuridiche, nuove leggi e un conto è mutare l'opinione diffusa, la cultura, i costumi. Processo, questo, ben più lento e disomogeneo.

A sostegno dei nostri pensieri, durante la puntata suddetta del programma di Vieni via con me, tre donne hanno letto tre elenchi per parlare di diritti, di lavoro, di violenza. In particolare il vicepresidente del Senato, Emma Bonino, ha letto l' "Elenco di cose che passano sul corpo delle donne":      

"Il corpo delle donne è un campo di battaglia, dal tempo di Elena di Troia ad oggi, in Afghanistan e anche da noi. Le donne sono sempre di qualcuno, per definizione, lo dice anche il comandamento Non desiderare la donna d'altri.
E' sbagliato parlare di diritto all'aborto, bisognerebbe parlare di diritto ad essere madre. Nel 1993 la signora Bobbit evirò suo marito con un coltello, un episodio singolo che fece molto scalpore ma le donne che subiscono le mutilazioni genitali nel mondo sono 1300milioni, 3milioni di bambine ogni anno e non se ne parla mai abbastanza.                                                                                                                                                 Non è una questione di costumi, ma di diritti della persona. Non ci possono essere diritti che valgono o no al di là del confine nazionale. Non dimentichiamo che in Italia il diritto d'onore è stato abolito solo nel 1981, si potevano uccidere liberamente mogli, sorelle se l'assassino agiva in difesa del suo onore."
"Le donne devono fare due volte meglio quello che fanno per essere giudicate brave la metà. Per fortuna non è così difficile."
Collegamento ad un articolo del blog tra i primi scritti ma attualissimo: Uguaglianza: tema giuridico e non...

Per un articolo dove ci si chiede se il principio di uguaglianza esista veramente: Il tradimento è genetico?


Altro post del nostro blog dedicato ad una iniziativa delle donne parlamentari per un nuovo disegno di legge dedicato al sesso femminile: Quote rosa nei consigli di amministrazione: nuovo disegno di legge

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