sabato 13 novembre 2010

Il tradimento è genetico?

Se avessimo avvertito Renzo delle insidie della giustizia lo avremmo aiutato ad evitare il di lei tradimento? Probabilmente no: la sua fiducia nella provvidenza legislativa era incrollabile. 
Neppure se lo avessimo colpito con una "grida" in testa per fargli alzare lo sguardo "su come girava il mondo" si sarebbe accorto di quanto possa essere pesante la legge per chi la rispetta.
Hanno detto, filosofi nominalisti, che qualcosa esiste solo se qualcuno le dà un nome  e, a maggior ragione, che un testo in sè non può essere nulla senza qualcuno che lo interpreti e lo applichi. Già solo il cognome avrebbe dovuto mettere in guardia il semplice montanaro nei confronti del dottor Azzecca-Garbugli!
Renzo è stato tradito: si è trovato di fronte un diritto non solo indisposto a confortare le sue  speranze, ma piuttosto creato (e interpretato) per proteggere i suoi nemici e concretizzare le sue paure. Nella società in cui viveva sarebbe stato più facile farsi giustizia da sè (e lui non trascurò questa possibilità) ma, come detto, la sua fiducia nella legalità era stranamente più grande di tutti i suoi impulsi. Quelli erano tempi bui, si dice, e il Manzoni non trascura di dedicare ampio spazio alla iniquità del diritto del tempo ed ai suoi inganni.
I lettori avranno sicuramente in mente le numerose pagine dedicate alla satira intorno alle "grida" , le leggi spagnole così confuse e lunghe da creare porti sicuri per chi avesse saputo interpretarle a proprio favore. 
Così come tutti possono conoscere la vicenda di Renzo che, recatosi dall'avvocato per trovare conforto contro le minacce promosse dai bravi per impedirgli di sposare Lucia...per vie di "giustizia", si trova ad essere scambiato per un "bravo" stesso e in quanto tale destinatario di promesse di scappatoie legali. La legge e le figure che la incarnavano davanti al popolo avevano deriso il suo senso civico: un "gonzo" direbbe qualcuno, poco furbo qualcun'altro.
Ma come potremmo dare a lui una colpa per aver ignorato il nostro ipotetico avvertimento? In fondo lui cercava la "giustizia" secondo la via che dovrebbe essere la più legale, forse dovremmo essere noi a seguire il suo esempio.
Certo non era ancora avvenuta, nel 1600, tempo di ambientazione dei Promessi Sposi, la proclamazione di quei principi rivoluzionari che, si dice, rappresentano tutt'oggi le radici prime della nostra democrazia e della legge come uguale per tutti. Ma quel che si dice esiste davvero? Ce lo siamo già chiesti sopra. Io non so dare una risposta (e dubito che qualcuno possa), tuttavia guardandomi intorno mi sento di ipotizzare che, nonostante siano passati quasi 200 anni da quando Manzoni scrisse i Promessi Sposi e 400 dal periodo in cui la storia fu ambientata, forse abbiamo fatto meno progressi di quelli che pensiamo e la legge può ancora "confondersi" e, per sbaglio, andare a proteggere le persone che dovrebbe punire. 
Il tradimento, quindi, è genetico. Ma quali i geni infetti: quelli della legge stessa o di chi la crea?

Per un articolo in cui viene spiegato in modo preciso quale sia il pensiero nominalistico leggete anche: Humpty Dumpty e Alice: protagonisti del diritto

Per un bell'articolo che guarda al passato e al futuro dell'uguaglianza della donna nella nostra società: Emancipazione della donna nel diritto

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