venerdì 13 maggio 2011

L'attesa italiana per il nuovo presidente della Banca Centrale Europea


Il Trattato di Lisbona, modificativo dei trattati originari che istituirono la Comunità europea, ha inserito a pieno titolo tra le istituzioni dell'Unione la Banca centrale europea.
L'articolo 13 del TUE (Trattato sull'Unione europea) qualifica come istituzioni dell'UE:
- il Parlamento europeo;
- il Consiglio europeo;
- il Consiglio;
- la Commissione;
- la Corte di giustizia dell'Unione;
- la Corte dei conti
- la Banca centrale europea.
Ci interessa parlare in particolare di quest'ultima per l'imminente nomina del suo nuovo Presidente, dato che il candito principale sembra proprio essere il "nostro" Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia. 

Cercando sempre di delineare preliminarmente l'istituto giuridico - che è dietro alle notizie sui giornali - vogliamo dare qualche nozione su questa BCE. Essa nacque nel 1998, ha sede a Francoforte e opera attraverso un comitato esecutivo composto da un Presidente, un vicepresidente e altri quattro membri, nominati per otto anni a maggioranza qualificata dal Consiglio europeo (un'altra delle istituzioni dell'Unione europea composto dai capi di Stato o di Governo degli Stati membri). E' da sottolineare la natura più "internazionale" e meno "europea" di questo ultimo organo; esso è un'istituzione nuova, che deriva appunto dalla prassi diplomatica dei capi di Stato o di Governo di riunirsi un certo numero di volte l'anno per delineare la linea politica di indirizzo per tutti gli Stati membri (per la comunità). Esso è una istituzione formalmente nuova del 2009 ma sostanzialmente già esistente: deriva infatti, come detto, dalla prassi. Proprio da questa origine e dalle funzioni centrali che svolge discende il maggior peso che la volontà dei singoli Stati assume al suo interno.
Sul piano delle funzioni, la Banca centrale europea e le banche centrali nazionali degli Stati membri la cui moneta è l'Euro (non tutti quindi, è escluso il regno Unito ad esempio) conducono la politica monetaria dell'Unione, incidendo a cascata su tutte le banche all'interno dei vari paesi. Nei settori che rientrano nelle sue attribuzioni la BCE è consultata su ogni progetto di atto dell'Unione e di atto normativo a livello nazionale e può sempre formulare pareri.
Ritornando all'attualità il presidente della BCE Trichet decadrà dal suo incarico (per lo scadere del mandato) il prossimo 31 ottobre e la nomina del successore avverrà il 24 giugno. Oramai la corsa ad una delle cariche istituzionali più importanti d'Europa sembra proprio che stia arrivando al termine e il vincitore è quasi concordemente già scelto: Mario Draghi. 
L'Italia ha ovviamente candidato il suo governatore affinché ricoprisse tale carica, ma il nome individuato sembra essere appoggiato anche dalla Germania e dalla Francia. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, lo ha reso pubblico in una intervista e lo stesso presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha detto "La Francia sarà molto felice di sostenere un italiano alla presidenza della Bce, nella persona di Mario Draghi". La candidatura di Draghi ora deve essere appoggiata formalmente dai ministri finanziari europei e, successivamente, dai capi di stato e di governo in occasione del consiglio europeo di Bruxelles a giugno. Sicuramente ci riempe d'orgoglio questa notizia e ne attendiamo con ansia la nomina formale.

Oltre al dialogo tra i capi di Stato e di Governo degli Stati membri, la cooperazione a livello europeo si attua anche attraverso il dialogo dei giudici europei con i giudici nazionali, collegamento ad un post del blog: L'importanza del dialogo tra giudici

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