Abbiamo parlato in un recente post della giuria popolare
spiegando cosa sia e quali siano i pregi nonché i difetti di questo
istituto tipico dei paesi anglosassoni e, nel tempo, importato anche da
noi anche se in forme diverse da quella tipica. Abbiamo ricordato come
spesso, in famosi film americani che narrano di processi, i giurati
siano destinatari di accalorate ed emozionanti arringhe degli avvocati
della difesa al fine di indirizzare la decisione della lite a favore del
proprio cliente.
Diversamente vorrei parlare oggi di un bellissimo film del 1957 che parla sì di giuria ma è interamente incentrato sull'attività dei giurati riuniti in camera di consiglio.
Il titolo originale del film, diretto da Sidney Lumet, è "12 angry man" che è stato tradotto in italiano con "La parola ai giurati".
Il titolo originale del film, diretto da Sidney Lumet, è "12 angry man" che è stato tradotto in italiano con "La parola ai giurati".
L'antefatto
iniziale è molto breve. Si intuisce che è stato svolto un processo
perché nella prima (ed unica scena del film ambientata fuori dalla
camera di consiglio) un giudice avverte i giurati che possono ritirarsi
per decidere avendo sentito tutte le testimonianze ed assistito ad ogni
fase processuale. Li invita inoltre a ponderare con cura la decisione
perché, nel caso che emettano un verdetto di colpevolezza per l'accusa di parricidio, la pena per l'imputato, un giovane italiano, sarà quella capitale.





