venerdì 12 ottobre 2012

Una metafora per spiegare il rapporto diritto-società

Il diritto, sia che venga considerato una scienza quale la fisica con le sue regole fisse, sia che venga immaginato come una forma d'arte quale la letteratura con le sue regole interpretative e critiche, è in ogni caso un prodotto dell'essere umano. La definizione di diritto, da non confondere con la mera legge, è sempre stata oggetto di dibattito nel corso della storia. 

Il modernismo giuridico degli inizi XX secolo, similmente all'Illuminismo, aveva fiducia nelle capacità della logica e della ragione umana di risolvere i problemi giuridici e sociali. Il diritto era considerato un sistema completo, formale e ordinato, capace di soddisfare i parametri dell'oggettività e della coerenza. Questo modo di pensare al diritto, anche detto formalismo giuridico, credeva in un sistema in grado di dare risposte logicamente corrette tramite l'applicazione di principi astratti e categorie generali ad ogni caso concreto. Il diritto era considerato inalterabile dal contesto sociale ed economico: acontestualizzato e avalutativo.

mercoledì 3 ottobre 2012

Perchè dobbiamo pagare le tasse?

Perché dobbiamo pagare le tasse? Una domanda che molti pongono a sè stessi o ad altri alla ricerca di una giustificazione della pressione fiscale che grava su ognuno di noi, ma che il più delle volte non riceve una corretta e sintetica risposta. In questo articolo cerchiamo di esplicitare il fondamento costituzionale delle imposte e il principio su cui esse si basano. A noi pare una risposta molto semplice, che non implica valutazioni politiche o personali; una risposta di buon senso e di uguaglianza, principi questi ultimi di cui la nostra Costituzione si fa portatrice, perchè nella sua concisione formale e autoritaria, in realtà racchiude ciò che di più ragionevole e sensato ci sia. Non diamo giudizi sul tipo di pressione fiscale, su come esse si estrinsechi, su cosa colpisca e soprattutto quanto fortemente gravi sul contribuente, ma ci soffermiamo solo sul suo principio giustificativo.

venerdì 28 settembre 2012

Gli arbitri devono essere indipendenti, terzi e imparziali come i giudici?


Abbiamo già avuto modo di soffermarci in qualche articolo sull'istituto giuridico dell'arbitrato, che offre la possibilità a due litiganti di affidare la decisione sulla controversia che li vede coinvolti (o su tutte le eventuali controversie future) a terzi arbitri privati in luogo della normale e fisiologica mobilitazione dell'apparato giurisdizionale dello Stato.
Interessante è notare come determinati istituti cardinali del nostro processo civile non siano di facile e sicura applicazione in corso di arbitrato, suscitando discussione fra gli interpreti, così come altri istituti assenti nel processo trovino invece terreno fertile per un loro utilizzo proprio nell'ambito del procedimento privato di arbitrato.
Esemplificativo sotto questo punto di vista, ossia sul differente approcciarsi di arbitrato e processo a certi istituti giuridici, è il tema della indipendenza e imparzialità di colui che deve giudicare; cercheremo, quindi, di approfondirlo brevemente.

giovedì 13 settembre 2012

Cosa si intende per sicurezza e standard di sicurezza informatica?


Il tema della sicurezza informatica, è diventato di stringente attualità, balzando all’attenzione di sviluppatori di software (ma anche giuristi), in seguito alla crescita esponenziale dell’uso di strumenti informatici e di internet da parte della collettività.
Ma che cosa si intende realmente con l’espressione “sicurezza informatica”?
Essa indica quel ramo specifico dell’informatica che si occupa delle misure in grado di assicurare all’utenza autorizzata l’accesso a tutti e soli i servizi previsti da contrattazione o regolamentazione amministrativa, nei tempi e nelle modalità previste in tali strumenti. Tale attenzione degli sviluppatori di software per gli aspetti di sicurezza nei programmi o nell’invio e ricezione di dati confidenziali o protetti, è la risultante della crescita nell’uso di strumenti informatici ed internet.

sabato 8 settembre 2012

La privacy a scuola: dieci regole dal Garante per la protezione dei dati personali

Nel nostro precedente articolo abbiamo parlato delle novità tecnologiche in arrivo sul piano della protezione dei minori davanti alla televisione ed, in particolare, del "parental-control". Oggi, proseguendo nel parlare di nuove tutele, vogliamo confrontarci con un recentissimo comunicato comparso sul sito web dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali che fornisce un decalogo di regole utili in tema di tutela della privacy nelle scuole.
Indirizzate, questa volta, non solo agli studenti (eventualmente minori) ma anche ai professori ed ai genitori queste regole hanno l'obiettivo di riassumere i contenuti dei provvedimenti adottati e dei pareri forniti dal Garante in tema di privacy nelle scuole, fornendo ai suoi destinatari uno strumento di semplificata consultazione e di utilità come promemoria a pochi giorni dall'inizio delle lezioni.
Intititolato "La privacy a scuola. Dai tablet alla pagella elettronica. Le regole da ricordare" il documento tocca vari temi scottanti: dalla necessità del consenso per la pubblicazione di vido e foto sui social network alla necessità di tutelare i ragazzi portatori di handicap in modo rafforzato, dall'utilizzo di tablet nelle classi all'uso delle foto di recite e gite scolastiche e così via.

lunedì 3 settembre 2012

Il "parental control": una censura privata segno di libertà e responsabilità

Sebbene agli occhi di tutti possa sembrare che il Governo Monti si occupi solo di salvare la nostra Italia dalla crisi economica in realtà incanala le sue energie anche in altri settori concernenti la vita quotidiana di tutte le famiglie italiane, tra cui quello delle reti televisive e della tutela dei minori.
In Italia vige in materia un codice di autoregolamentazione televisivo, legge n.122/2004, per cui sono le reti emittenti stesse ad autocensurarsi prima di mandare in onda un telefilm, un film o una trasmissione durante la fascia protetta (ore 07.00-22.30).
Lo scorso giugno, tuttavia, il Governo ha emanato un decreto legislativo, su delega del Parlamento, al fine di adeguare la legislazione italiana alle norme europee in tema di protezione dei minori davanti alla televisione. La ratio perseguita dal legislatore è stata quella di attuare un giro di vite sulla programmazione "oscena" e porre dei limiti più ferrei alle tv aumentando la tutela dei minori. 
Il provvedimento infatti elimina definitivamente la possibilità di inserire in un palinsesto televisivo (a qualsiasi ora della giornata) film vietati ai minori di 18 anni e programmi che possano nuocere gravemente allo sviluppo psicofisico dei minori inoltre il bollino rosso deve restare in onda per tutta la durata del programma e i film violenti e pornografici possono essere trasmessi solo dai canali a pagamento.

martedì 31 luglio 2012

Riflessioni sull'arbitrato giuslavoristico

La riforma del lavoro in Italia,su cui tanto si discute negli ultimi mesi, ha il macro obiettivo di rispondere a molte esigenze imminenti, tra cui quella di creare un nuovo assetto normativoorientato verso una prospettiva di crescita al fine di realizzare un mercatodel lavoro dinamico, flessibile e inclusivo. La riforma, così come è stataapprovata in Parlamento lo scorso 27 giugno, mira a ridistribuire più equamentele tutele dell’impiego. A questi fini si è previsto di modificare la disciplinadel licenziamento individuale con la previsione di un procedimento giudiziariospecifico per accelerare i tempi di risoluzione delle liti; rendere piùefficiente l’assetto degli ammortizzatori sociali; contrastare gli abusisull'utilizzo alcuni istituti contrattuali (es. ore di ferie, straordinari,permessi, ecc…) con evasione degli obblighi contributivi e fiscali; instaurarerapporti di lavoro più stabili, con rilievo prioritario al lavoro subordinato atempo indeterminato (forma comune di rapporto di lavoro); valorizzarel’apprendistato per l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro, promuovere lamaggiore inclusione delle donne e dei lavoratori ultracinquantenni nella vitaeconomica.

venerdì 20 luglio 2012

DIGITPA e le patenti intelligenti

Chi si ricorda la storiella della cicala e della formica alzi la mano.
Banale.
Mi viene in mente anche un’altra fiaba: parla di un sindaco che chiamò un famoso pifferaio per disinfestare la città dagli odiosi topi che gettavano il panico tra gli abitanti del piccolo borgo. Il sindaco decise poi di non corrispondere la somma pattuita al pifferaio per il suo lavoro e questo si vendicò.
Chi indovina il titolo vince un mappamondo.
Il punto è: perché non pagare il pifferaio? Quei soldi sarebbero stati ben spesi, visto che era indispensabile liberare la città dal rischio di epidemia. Fosse anche stata una “spesa pazza”, era necessaria.
C’è un’altra storia che vorrei farvi conoscere.

DigitPA è stato istituito dal d.lgs 30 giugno 2003 n. 196 art 176, all’interno del Codice della protezione dei dati personali. Si tratta di un ente pubblico non economico ed è quindi essenzialmente inserito in quelle strutture burocratiche che agiscono attraverso atti giuridici, si avvalgono delle entrate tributarie ed operano nei confronti dei terzi privati prevalentemente con provvedimenti amministrativi.

lunedì 16 luglio 2012

La nostra intervista ad AcademicInsight

Abbiamo recentemente risposto ad una interessante intervista da parte di "Academicinsight", blog nato dalla brillante inziativa del suo amministratore Gherardo Liguori, anch'egli studente di giurisprudenza.Gli abbiamo chiesto, di scriverci in poche righe di cosa si occupi il suo blog.

"Academicinsight è un "contenitore" di esperienze: da quelle universitarie extracurriculari (MOOT, Themis, MUN, Summer law school, etc. ), ad interviste a professionisti (75 di avvocati) e informazioni su associazioni studentesche (AIESEC, ELSA, Bocconi legal papers, BS.hive (startup), Jeme e Women in Business) che offrono stage o comunque possibilità di mettere in pratica lo studio teorico. Prossimamente saranno pubblicate anche collaborazioni e idee per la tesi. Tutto questo per arricchire sia il proprio CV sia la propria personalità e collegare il mondo universitario al mondo del lavoro!

lunedì 9 luglio 2012

Estorsione o minaccia: il disvalore dei reati dipende dalla sussistenza del profitto ingiusto

Partendo da una sentenza in data gennaio 2001 della Cassazione penale, numero 9348, vogliamo evidenziare quali difficoltà comporti la qualificazione giuridica di un fatto, di un comportamento umano. Nel caso concreto si discute se una determinata minaccia, effettuata con il mezzo aggressivo della pistola, da parte di un uomo nei confronti di una donna, nella specie una prostituta, integri il reato di estorsione o quello di minaccia.


Articolo 629, codice penale. Estorsione
c.1 Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni e con la multa da euro 516 a euro 2.065.

Articolo 612, codice penale. Minaccia.
c.1 Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 51. 
c.2 Se la minaccia è grave... la pena è della reclusione fino a un anno e si procede d'ufficio.

Secondo la pubblica accusa essendo ravvisabile l'ingiusto profitto il reato da contestare è estorsione aggravata. La donna infatti, dopo esserle stata puntata contro la pistola, ha cessato di chiedere il pagamento della propria prestazione sessuale e l'indagato (in questo caso cliente) ha così evitato il pagamento della somma di denaro che la prostituta gli aveva chiesto. Secondo i giudici di merito e i giudici di legittimità l'ipotesi accusatoria è invece minaccia aggravata, con una evidente derubricazione del fatto, come si evince le cornici edittali di pena dei rispettivi reati.