E' da alcuni giorni sui giornali la notizia di un uomo
italiano arrestato per aver torturato la compagna assillato dai
sospetti sulla sua fedeltà. L'uomo ha segregato in casa la vittima,
legandola con catene al letto, per ben tre settimane durante le
quali ha proceduto ad una serie di sevizie. Secondo l'articolo
apparso su “Il Corriere della Sera” (link sotto) : “la donna presentava
vistose tumefazioni al volto e alle gambe. È stata lei stessa a
spiegare ai poliziotti che Z.S., ossessionato dalla gelosia, l'aveva
legata al letto con catene e lucchetti, sottoponendola a percosse,
bruciandola con sigarette, infierendo con un'arma da taglio e
somministrandole degli psicofarmaci”.
Al di
là della crudeltà che traspare da questa breve descrizione, le
azioni che la donna ha dovuto subire non possono essere altrimenti
definite che con il termine di “tortura” definito, infatti, sul dizionario "Sabatino Colletti" come "qualsiasi atto crudele e violento commesso sul fisico o psiche di una persona per brutalità, sadismo, vendetta".
L'uomo è stato accusato di sequestro, lesioni personali (che sicuramente saranno aggravate dal compimento con "sevizie e crudeltà") e sequestro di persona. Non per tortura. Come mai??


